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Paolo Rossi

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Nato a Monfalcone (GO), si trasferisce a Ferrara dove vive l'adolescenza e si diploma in perito chimico[1], è Milanese d'adozione, Paolo Rossi spazia da trent'anni dai club ai grandi palcoscenici, dal teatro tradizionale al cabaret, dalla televisione al tendone da circo: è caratterizzato dal suo personale modo di "fare spettacolo" che, pur immergendosi appieno nelle tematiche dell'oggi, non prescinde mai dall'insegnamento dei classici antichi e moderni, da Shakespeare a Molière a Bertolt Brecht, alla amatissima commedia dell'Arte. Read more on Last.fm
Nato a Monfalcone (GO), si trasferisce a Ferrara dove vive l'adolescenza e si diploma in perito chimico[1], è Milanese d'adozione, Paolo Rossi spazia da trent'anni dai club ai grandi palcoscenici, dal teatro tradizionale al cabaret, dalla televisione al tendone da circo: è caratterizzato dal suo personale modo di "fare spettacolo" che, pur immergendosi appieno nelle tematiche dell'oggi, non prescinde mai dall'insegnamento dei classici antichi e moderni, da Shakespeare a Molière a Bertolt Brecht, alla amatissima commedia dell'Arte. Esordi Apprendista comico sulle pedane dei club, esordisce come attore nel 1978 in Histoire du Soldat per la regia di Dario Fo. A lungo con la compagnia del Teatro dell'Elfo, nel 1984 interpreta Nemico di Classe diretto da Elio De Capitani e, nel 1985, Amanti e Comedians diretti da Gabriele Salvatores; veste poi i panni di Ariel ne La Tempesta con Carlo Cecchi. Nella seconda metà degli anni '80 tenta di inserirsi, con scarsi risultati, nella commedia all'italiana, ottenendo alcuni ruoli secondari nei film di Carlo Vanzina Via Montenapoleone (1986) e Montecarlo Gran Casinò (1987). Presto emerge il suo personale modo di fare teatro: si produce in Recital, Chiamatemi Kowalski, The Times They Are a-Changin …Un'altra Volta …Again!, cui seguono spettacoli dalla struttura originale che li fa definire "antimusical sociali", tutti con la regia di Giampiero Solari: tra questi, Le Visioni di Mortimer (1988); La Commedia da due lire (1990), esperienza di rilettura di un particolarissimo classico come L'opera del Mendicante di John Gay; C'è quel che c'è e contemporaneamente il monologo Operaccia Romantica del 1991, con cui Rossi offre un quadro irriverente dell'Italia contemporanea. Nel 1993 interpreta Pop & Rebelot e va in scena all'XI Festival di Asti con Jubilaum di Tabori. È del 1994 la sua personale rilettura della storia di Milano dal 1963 al 1994, con lo spettacolo Milanon Milanin. Esperienza televisiva Anche il vasto pubblico delle platee televisive ha nel frattempo occasione di conoscerlo: la sua prima "avventura" sul piccolo schermo, quel Su la testa! su Rai Tre nel 1992, riscuote subito un buon successo.

Affiancato da Lucia Vasini (compagna di molti dei suoi primi spettacoli teatrali) e Cochi, ha il merito di proporre al grande pubblico nella sua trasmissione, tra gli altri, personaggi come Aldo, Giovanni & Giacomo, Antonio Albanese, Maurizio Milani e Antonio Cornacchione, che vedono proprio da allora nascere la loro popolarità. Nel 1994 partecipa al Festival di Sanremo cantando la canzone I soliti accordi in coppia con Enzo Jannacci. La canzone si piazza al sesto posto. Il 1995 è un altro anno molto importante per l'attore: idea e mette in scena Il circo di Paolo Rossi, spettacolo itinerante che si sposta con una carovana e una serie di tendoni per tutta l'Italia (100 repliche in due stagioni), col suo gruppo di 18 tra musicisti e attori/mimi (tra cui i prepotentemente emergenti Aldo Giovanni e Giacomo). Esperienza teatrale In seguito Rossi si è concentrato nel suo personale rapporto con i classici per narrare meglio il mondo contemporaneo: amati dalla critica ma soprattutto da un pubblico ampio e vario (da quello tradizionale delle stagioni in abbonamento fino a quello che si avvicina al teatro proprio per la curiosità suscitata da Rossi), ecco dunque Rabelais (1996), liberamente tratto dal Gargantua e Pantagruel di François Rabelais; l'originale Romeo & Juliet - Serata di delirio organizzato (1998), dove il pubblico, chiamato ad agire all'interno della rappresentazione, diventa senza possibilità di scampo parte integrante dello spettacolo; o, infine, Questa Sera si Recita Molière - Dramma da ridere in due atti (2003), in cui Rossi veicola forti riferimenti all'attualità all'interno di un'antica recita di guitti della commedia dell'arte, che rielaborano a modo loro scene tratte da una commedia di Molière. Nel 2001, inoltre, scrive, dirige e interpreta Storie per un delirio organizzato, sorta di "laboratorio continuo" in cui coinvolgere il pubblico narrando storie di vario tipo: perché il pubblico, per lui, è e deve mantenersi vivo e partecipe anche quando assiste ad uno spettacolo. In mezzo a tanta produzione dal vivo v'è ancora spazio per la televisione: nel 1994/95 Rossi partecipa alle molte puntate de Il Laureato di Piero Chiambretti, su Rai Tre, e nel 1997/98 conduce il fortunato Scatafascio, in onda su Italia 1, cui sono invitati vari altri attori e comici. Nelle due stagioni teatrali 2002/03 e 2003/04 Paolo Rossi ha portato al pubblico in una lunga tournée seguita da oltre 150.000 spettatori la sua creazione Il signor Rossi e la Costituzione - Adunata Popolare di Delirio Organizzato, in cui affronta i temi della coscienza civica e politica del paese con energia "comica", appoggiandosi ai classici greci che parlano della tirannia, o al testo stesso della Costituzione italiana. Il viaggio teatrale di Rossi nella coscienza civile, politica e sociale dell'Italia contemporanea è proseguito nella stagione 2004/05 allargando lo sguardo verso il mondo, verso le altre culture e tradizioni. Da qui nasce Il signor Rossi contro l'Impero del male, progetto multiculturale a cui ha contributo un cast di artisti italiani e internazionali provenienti dalle più diverse esperienze sceniche. Non a caso a curarne le musiche è stato Franco Battiato, da tempo sperimentatore dei contatti tra le culture più lontane. Attività attuali A partire dalla stagione televisiva 2005-2006 è ospite fisso di Che tempo che fa, programma di approfondimento basato sull'attualità, in onda su Rai Tre e condotto da Fabio Fazio.

Rossi partecipa alla trasmissione con varie modalità, sia facendosi intervistare dal conduttore sia esibendosi in numeri di satira teatrale, sia recitando testi classici legati in qualche modo alle vicende legate all'attualità. Nel 2007 partecipa al 57° Festival di Sanremo con il brano inedito di Rino Gaetano In Italia si sta male (si sta bene anzichenò). La canzone, pur non riscuotendo un grande successo di pubblico [senza fonte], viene apprezzata dalla critica. Alla fine della kermesse non riuscirà a classificarsi tra i primi 15 Censura Al pari di altri attori e giornalisti tra cui Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi, Paolo Rossi ha vissuto alcuni controversi episodi di censura nel periodo in cui è stato in carica il secondo governo Berlusconi a coda dell'Editto bulgaro. Invitato da Paolo Bonolis a Domenica In nel 2003, l'attore scelse di recitare un discorso di Pericle tratto dall'opera La guerra del Peloponneso di Tucidide. I produttori gli proposero di partecipare al programma senza pronunciare il discorso; Rossi non accettò. Una parte dell'orazione [2] recitava: « Qui ad Atene noi facciamo così.

Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo è detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende la proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nell'universale sentimento di ciò che è giusto e di buon senso. La nostra città è aperta ed è per questo che non cacciamo mai uno straniero. Qui ad Atene noi facciamo così » Altro avvenimento che fu accusato di censura e provocò diverse polemiche fu la sospensione della messa in onda della seconda parte dello spettacolo teatrale Questa sera si recita Molière. Dopo il grande successo del primo atto, andato in onda su Rai Due a tarda notte riscuotendo un discreto risultato in termini di audience, il secondo atto non venne mandato in onda perché il linguaggio di Rossi risultò incompatibile con l'assetto Rai [senza fonte]. Rossi commentò così la notizia: « Quando mi hanno comunicato che la prima parte era stata vista da un milione di persone ero entusiasta.

Però subito dopo ho pensato che in quel milione poteva esserci anche qualcuno che me lo avrebbe bloccato. E così è stato[3] » Rossi ha poi recitato il monologo nel 2007 a Che tempo che fa Read more on Last.fm. User-contributed text is available under the Creative Commons By-SA License; additional terms may apply..
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