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Nazicomunisti

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I NaziComunisti sono un gruppo punk indipendente formatosi nel 2001 a Roma. Hanno sempre cercato di rimanere anonimi, rilasciando nel tempo solo poche informazioni ufficiali. Sembra chiaro comunque che i loro testi, al contrario di quello che si può pensare, non parlano degli ideali di uno pseudo-movimento politico, ma ironizzano solamente sulla contraddittoria società che li circonda. I NaziComunisti si formano dunque a Roma, all’affacciarsi del nuovo millennio, dalle ceneri di un gruppo del circuito punk della capitale. Read more on Last.fm
I NaziComunisti sono un gruppo punk indipendente formatosi nel 2001 a Roma. Hanno sempre cercato di rimanere anonimi, rilasciando nel tempo solo poche informazioni ufficiali. Sembra chiaro comunque che i loro testi, al contrario di quello che si può pensare, non parlano degli ideali di uno pseudo-movimento politico, ma ironizzano solamente sulla contraddittoria società che li circonda. I NaziComunisti si formano dunque a Roma, all’affacciarsi del nuovo millennio, dalle ceneri di un gruppo del circuito punk della capitale. Stanchi di accettare compromessi per rendere commerciale la loro musica accantonano neanche 20enni il loro precedente progetto musicale, che partito come cover-band dei Sex Pistols si era evoluto in un’inutile gruppo punk-pop italiano. L’aver trovato la loro vera dimensione li porta in pochi mesi alla registrazione del primo EP dall’omonimo nome.

La data di uscita di “NAZICOMUNISTI” risulta essere quella dell’11 Settembre 2001. I primi 5 pezzi sfornati vomitano l’adrenalina adolescenziale trattenuta probabilmente fino ad allora per cercare il successo commerciale. E’ forse il loro lavoro migliore, nonostante la discutibile qualità della registrazione e la scarsa tecnica dei musicisti (che hanno scelto di suonare altri strumenti rispetto ai “loro”: alla batteria c’è un chitarrista, alla chitarra un bassista, al basso il cantante).E’ l’estremizzazione del “contenuto sopra la forma”. La voce è acerba e assolutamente priva di tecnica (resterà tale anche nei lavori successivi) ma nel punk questo poco conta.

Una provocatoria ironia è alla base di tutti i pezzi, e lo sarà anche nel resto della loro produzione. L’impatto sull’underground italiano è immediato. L’attività live è però ben presto resa impossibile. Ogni concerto si chiude prima del dovuto a causa di problemi con gli organizzatori o insurrezioni tra il pubblico. La gente non capisce se si tratta di una presa in giro o di un nuovo movimento politico. Iniziano ad arrivare le prime minacce dai militanti di destra e di sinistra che non accettano si ironizzi sulla politica.

Alcuni vedono addirittura proprio il crearsi di una sorta di avversario politico. E’ subito il primo periodo buio per i NaziComunisti, che non sanno come affrontare la situazione e cercano di tornare in fretta nell’anonimato. Un’altro paio di date non pubblicizzate (sotto falso nome) per motivi di sicurezza e poi spariranno dai palchi, l’attività live finisce qui. Ma il lavoro dei NaziComunisti nonostante tutto prosegue e vengono scritti i nuovi pezzi. Il nuovo lavoro viene intitolato “MOLTI NEMICI MOLTE BOTTE” ed esce nel 2002. La registrazione ancora una volta è piuttosto scadente e la tecnica dei musicisti non sembra essere migliorata di molto. Le canzoni nonostante tutto hanno qualcosa da dire. Le ormai già solite contestazioni confermano i NaziComunisti come la band più odiata d’Italia, non si sa quanto a loro possa fare piacere, ma di certo non fanno niente per far cambiare idea al pubblico…anzi. L’anno successivo arriva puntuale il loro nuovo lavoro: “MORTE CERTA”. La registrazione questa volta sembra essere più moderna e di discreta qualità. Sono quattro pezzi due dei quali rivolti al mondo del calcio, che sembrano un mix tra critica e incitamento al tifo, a metà tra parodia e omaggio. Dopo questo EP i NaziComunisti interromperanno il loro percorso. Spesso hanno toccato argomenti delicati con troppa ironia e superficialità e nel rischio di essere fraintesi. Forse il segreto del loro successo (se così si può definire) è stato proprio il malinteso e la curiosità che si è creata dietro il loro progetto.

Non è ancora chiaro se hanno tentato di lanciare messaggi sociali o se hanno voluto solo far parlare di se. Se l’ultima ipotesi è quella corretta sfugge però il senso di tutto questo visto che la loro musica sembra avergli creato solo problemi. L’ultima cosa certa è che i NaziComunisti hanno lasciato in eredità la loro musica e il loro progetto a chiunque voglia raccoglierlo, a chiunque voglia, nel bene e nel male, proseguire il cammino da loro interrotto Read more on Last.fm. User-contributed text is available under the Creative Commons By-SA License; additional terms may apply..
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